Piano di viabilità aziendale​ – Esempio e Modello

È un documento che organizza la circolazione di veicoli, mezzi e pedoni all’interno o nelle aree di pertinenza di un’azienda. Serve a definire percorsi, accessi, sensi di marcia, zone di carico e scarico e regole di comportamento, con l’obiettivo di ridurre il rischio di incidenti, migliorare la sicurezza e rendere più efficienti gli spostamenti aziendali.

Come scrivere Piano di viabilità aziendale​

Un piano di viabilità aziendale deve descrivere in modo organico come si svolgono gli spostamenti all’interno e, quando rilevante, nelle immediate pertinenze dell’azienda, indicando le modalità con cui vengono gestiti i veicoli, i mezzi di movimentazione, i pedoni, le operazioni di carico e scarico e le situazioni di emergenza. Non esiste un modello unico valido per ogni impresa: il contenuto deve essere proporzionato alle dimensioni del sito, al numero di lavoratori, alla presenza di visitatori e autotrasportatori, ai tipi di mezzi utilizzati, alla frequenza del traffico e ai rischi individuati nella valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008.

Il documento dovrebbe innanzitutto identificare l’azienda, il sito interessato, le aree comprese nel piano, i responsabili della sua applicazione, le attività svolte e le persone che possono accedere alla viabilità interna. È necessario precisare se il piano riguarda un unico stabilimento, più sedi, un deposito, un cantiere, un piazzale logistico o anche aree esterne di pertinenza aziendale. Devono essere considerate tutte le categorie di utenti, compresi dipendenti, manutentori, visitatori, corrieri, autisti esterni, imprese appaltatrici e lavoratori occasionalmente presenti.

Una parte essenziale è costituita dalla rappresentazione planimetrica dell’area. La planimetria dovrebbe riportare i cancelli di ingresso e di uscita, le strade interne, i percorsi pedonali, le corsie riservate ai veicoli, gli incroci, le curve, le rampe, le aree di manovra, i parcheggi, le zone di carico e scarico, le baie, i punti di raccolta, gli accessi agli edifici, le uscite di emergenza, gli impianti antincendio, i locali tecnici, le aree di stoccaggio e gli eventuali ostacoli o restringimenti. È opportuno indicare anche le pendenze, le larghezze delle carreggiate e dei percorsi pedonali, le altezze libere, la portata delle pavimentazioni, i sensi di marcia e le eventuali limitazioni al transito. La planimetria deve essere facilmente leggibile, aggiornata e coerente con la situazione reale.

Il piano deve spiegare come sono organizzati i flussi di traffico. Occorre specificare quali percorsi devono seguire automobili, autocarri, carrelli elevatori, piattaforme di lavoro, mezzi di soccorso e altri veicoli aziendali, stabilendo, quando possibile, la separazione fisica o almeno visiva tra traffico veicolare e traffico pedonale. Devono essere individuati i punti in cui i percorsi si intersecano e devono essere previste misure per ridurre il rischio di investimento o collisione, come attraversamenti dedicati, barriere, parapetti, dissuasori, specchi parabolici, semafori, sistemi di segnalazione luminosa o acustica e procedure di precedenza. Nei punti con scarsa visibilità devono essere indicate le modalità di comportamento e le eventuali limitazioni alla velocità o all’accesso.

Devono essere definite le regole di circolazione, comprese la velocità massima consentita, le precedenze, i sensi unici, i divieti di sosta e di fermata, l’obbligo di utilizzare determinati percorsi, le modalità di retromarcia e le condizioni alle quali è necessaria l’assistenza di un moviere o di un addetto a terra. La retromarcia dovrebbe essere limitata ai casi indispensabili e regolata soprattutto nelle baie di carico, nei piazzali ristretti e nelle aree con presenza di pedoni. Il piano deve chiarire anche l’uso delle cinture di sicurezza, dei dispositivi di segnalazione acustica o luminosa, dei fari, dei lampeggianti e degli eventuali dispositivi di rilevamento della presenza di persone o mezzi.

Per ogni tipo di mezzo utilizzato devono essere indicati i requisiti di accesso e di conduzione. Il documento dovrebbe precisare chi è autorizzato a guidare veicoli aziendali, carrelli elevatori, transpallet elettrici, piattaforme elevabili o altri mezzi di movimentazione, quali formazione, informazione, addestramento e abilitazioni siano necessari e quali controlli debbano essere effettuati prima dell’uso. Devono essere considerate anche le condizioni del mezzo, la manutenzione, le verifiche periodiche, la gestione dei guasti e il divieto di utilizzare attrezzature non conformi o con dispositivi di sicurezza manomessi.

Particolare attenzione deve essere dedicata alle operazioni di carico e scarico. Il piano deve indicare dove tali operazioni possono essere effettuate, come devono essere posizionati i veicoli, quali aree devono essere interdette ai non addetti, chi coordina le attività, come vengono gestiti i documenti e le chiavi del mezzo, quali controlli sono necessari prima dell’apertura delle sponde o dei portelloni e come si prevengono cadute dall’alto, spostamenti improvvisi del veicolo, cedimenti delle rampe, schiacciamenti e investimento degli operatori. Devono essere disciplinati anche l’uso dei cunei o dei sistemi di immobilizzazione, il collegamento alle baie, la gestione degli autisti esterni e il divieto di presenza nelle zone pericolose durante la movimentazione.

Il piano deve indicare la segnaletica orizzontale e verticale necessaria, la sua posizione, il significato e le modalità di manutenzione. La segnaletica deve essere coerente con la reale organizzazione della viabilità, visibile in condizioni normali e in condizioni di scarsa illuminazione e comprensibile anche da parte di persone che non conoscono il sito. Devono essere segnalati, tra l’altro, i limiti di velocità, gli attraversamenti pedonali, gli obblighi di arresto, i divieti di accesso, le aree sottoposte a rischio particolare, le vie di fuga, i punti di raccolta, i parcheggi e le aree destinate ai mezzi di soccorso. Le indicazioni devono essere integrate, quando necessario, da istruzioni scritte e da pittogrammi comprensibili agli autisti stranieri o ai visitatori.

Devono essere valutate le condizioni delle infrastrutture. Il piano dovrebbe descrivere i requisiti delle pavimentazioni, il drenaggio delle acque, l’assenza di buche o dislivelli pericolosi, la stabilità delle banchine, la protezione dei bordi rialzati, la sicurezza delle rampe e la resistenza delle superfici al peso dei veicoli utilizzati. È necessario stabilire chi svolge le ispezioni, con quale frequenza, come vengono segnalate le anomalie e in quali casi una zona deve essere temporaneamente chiusa. Devono essere considerate anche la manutenzione del verde, la presenza di materiali abbandonati, ghiaccio, neve, fango, olio o altre sostanze che possano ridurre l’aderenza o la visibilità.

L’illuminazione deve essere analizzata sia per i percorsi interni sia per gli accessi, i parcheggi, i piazzali, le baie e le aree di manovra. Il piano deve indicare come vengono garantiti livelli adeguati di visibilità durante il lavoro notturno, in presenza di nebbia, pioggia o altri fenomeni atmosferici e in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica. Devono essere previste, ove necessarie, illuminazione di emergenza, sistemi di apertura manuale dei cancelli e procedure per sospendere le attività quando le condizioni ambientali non consentono di operare in sicurezza.

Un contenuto importante riguarda l’accesso al sito. Devono essere definite le modalità di registrazione e autorizzazione dei visitatori e degli autisti esterni, le informazioni da fornire prima dell’ingresso, i limiti di velocità, l’obbligo di rispettare i percorsi stabiliti, l’eventuale obbligo di indossare dispositivi di protezione individuale e le regole per la sosta durante l’attesa. È utile stabilire se gli autisti possono scendere dal veicolo, in quali aree devono attendere e chi li accompagna o li coordina durante le operazioni.

Il piano deve collegarsi alle procedure di emergenza aziendali. Deve spiegare come vengono mantenuti liberi gli accessi per ambulanze, vigili del fuoco e altri soccorritori, come vengono gestiti gli incidenti stradali interni, gli investimenti, le collisioni, gli incendi dei veicoli, le perdite di carburante o sostanze pericolose e l’ostruzione delle vie di fuga. Devono essere riportati i numeri e i riferimenti da contattare, le modalità di allarme, l’area di attesa dei soccorritori, i percorsi da seguire per raggiungere il luogo dell’emergenza e le modalità di delimitazione della zona interessata. Se l’azienda tratta merci pericolose, il piano deve integrarsi con le procedure specifiche relative alle sostanze, alle schede di sicurezza e al trasporto interno.

Devono essere definite le responsabilità operative. Il documento dovrebbe indicare chi approva il piano, chi controlla il rispetto delle regole, chi autorizza l’ingresso dei mezzi, chi gestisce le modifiche alla viabilità, chi esegue le ispezioni e chi registra incidenti, quasi incidenti e non conformità. È importante precisare anche le modalità di comunicazione tra datore di lavoro, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, preposti, addetti alla logistica, lavoratori, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e imprese esterne.

Il piano deve prevedere informazione, formazione e addestramento. I lavoratori devono conoscere i percorsi, i divieti, i rischi presenti e le procedure da applicare; i conducenti dei mezzi devono ricevere istruzioni specifiche sul sito; gli addetti alle operazioni di carico e scarico devono essere formati sui rischi connessi all’attività; i preposti devono sapere come intervenire in caso di comportamento non sicuro. Per i visitatori e gli autisti esterni possono essere predisposte istruzioni sintetiche, consegnate all’ingresso o illustrate mediante un breve briefing.

È necessario includere un sistema di controllo e revisione. Il piano dovrebbe stabilire la frequenza delle ispezioni, gli indicatori da monitorare, la modalità di registrazione degli incidenti e dei quasi incidenti, i tempi di aggiornamento della segnaletica e le procedure per verificare l’efficacia delle misure adottate. Deve essere riesaminato quando cambiano i percorsi, vengono introdotti nuovi mezzi, si modificano i reparti o le aree di stoccaggio, aumentano i flussi di traffico, si verificano incidenti o emergono nuove condizioni di rischio. Ogni versione dovrebbe riportare data, numero di revisione, motivi della modifica e soggetti che l’hanno approvata.

Quando la viabilità riguarda un cantiere temporaneo o mobile, il piano deve essere coordinato con il Piano di sicurezza e coordinamento, con il Piano operativo di sicurezza e con l’organizzazione delle fasi di lavoro. In quel caso devono essere considerate anche la temporaneità dei percorsi, la presenza di scavi, ponteggi, gru, mezzi d’opera, aree di deposito, lavorazioni simultanee e continui cambiamenti della configurazione del cantiere. In ogni situazione, il piano deve tradurre la valutazione dei rischi in regole concrete, facilmente applicabili e verificabili, evitando di limitarsi a una planimetria priva di istruzioni operative.

Esempio Piano di viabilità aziendale​

Azienda: _______________
Sede/unità produttiva: _______________
Indirizzo: _______________
Codice documento: _______________
Versione: _______________
Data di emissione: _______________
Data di revisione: _______________
Redatto da: _______________
Verificato da: _______________
Approvato da: _______________

## 1. Scopo e campo di applicazione

Il presente Piano di viabilità aziendale disciplina la circolazione di pedoni, automezzi, mezzi di sollevamento, mezzi di trasporto e altri veicoli all’interno dell’area aziendale, al fine di prevenire incidenti, investimenti, collisioni, ribaltamenti, urti, cadute e interferenze tra le diverse attività.

Il Piano si applica a:

– lavoratori dipendenti;
– lavoratori autonomi;
– visitatori;
– fornitori;
– trasportatori;
– imprese appaltatrici e subappaltatrici;
– conducenti di veicoli aziendali;
– operatori di carrelli elevatori e altri mezzi mobili;
– personale di emergenza e soccorso.

Aree interessate: _______________

## 2. Riferimenti normativi e documentali

Il Piano è adottato in conformità alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, circolazione interna, movimentazione dei materiali, gestione delle emergenze e sicurezza delle attrezzature.

Riferimenti normativi applicabili: _______________

Documenti aziendali correlati:

– Documento di valutazione dei rischi;
– procedure di movimentazione e stoccaggio;
– procedure di emergenza ed evacuazione;
– autorizzazioni alla conduzione dei mezzi;
– manuali d’uso delle attrezzature;
– planimetria aziendale;
– registri di manutenzione;
– verbali di formazione e addestramento;
– procedure per l’accesso di ditte esterne.

## 3. Descrizione del sito aziendale

Attività svolta: _______________

Superficie complessiva dell’area: _______________

Superficie coperta: _______________

Numero di edifici: _______________

Numero medio di lavoratori presenti: _______________

Numero massimo di persone contemporaneamente presenti: _______________

Orari di attività: _______________

Turni di lavoro: _______________

Accessi carrabili: _______________

Accessi pedonali: _______________

Aree di parcheggio: _______________

Aree di carico e scarico: _______________

Aree di stoccaggio: _______________

Aree di transito dei mezzi: _______________

Aree soggette a limitazioni o divieti: _______________

## 4. Responsabilità

Il Datore di lavoro provvede all’approvazione, all’attuazione e all’aggiornamento del Piano.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione collabora alla valutazione dei rischi connessi alla viabilità, propone le misure di prevenzione e verifica l’efficacia delle soluzioni adottate.

I preposti:

– vigilano sul rispetto delle disposizioni;
– segnalano situazioni di pericolo;
– impediscono l’accesso alle aree non autorizzate;
– verificano il rispetto dei percorsi e dei limiti di velocità;
– coordinano le attività con presenza di interferenze.

I lavoratori sono tenuti a:

– rispettare la segnaletica e le procedure;
– utilizzare i percorsi autorizzati;
– mantenere comportamenti prudenti;
– segnalare anomalie, ostacoli e condizioni di pericolo;
– utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale;
– non utilizzare veicoli o attrezzature senza autorizzazione.

Responsabile aziendale della viabilità: _______________

Sostituto: _______________

Preposti incaricati: _______________

Addetti alla gestione degli accessi: _______________

## 5. Classificazione dei percorsi

I percorsi aziendali sono distinti in:

– percorsi pedonali;
– percorsi per autovetture;
– percorsi per autocarri;
– percorsi per carrelli elevatori;
– percorsi per mezzi di movimentazione;
– percorsi di emergenza;
– aree di sosta;
– aree di carico e scarico;
– aree di manovra;
– aree interdette.

I percorsi sono riportati nella planimetria allegata.

Numero planimetria: _______________
Data della planimetria: _______________
Scala: _______________

## 6. Regole generali di circolazione

All’interno dell’area aziendale:

– si deve procedere a velocità moderata e comunque non superiore a _______________ km/h;
– si devono rispettare la segnaletica orizzontale e verticale;
– si deve mantenere una distanza di sicurezza adeguata;
– la precedenza deve essere rispettata secondo la segnaletica installata;
– è vietato utilizzare telefoni cellulari o altri dispositivi durante la guida;
– è vietato trasportare persone in piedi, sui predellini o in posizioni non autorizzate;
– è vietato lasciare veicoli o mezzi con motore acceso senza sorveglianza;
– è vietato parcheggiare davanti a uscite, idranti, presidi antincendio, vie di fuga e accessi di emergenza;
– è obbligatorio fermarsi in caso di scarsa visibilità, ostacoli o presenza di persone;
– i veicoli devono essere utilizzati esclusivamente per le attività autorizzate;
– durante le operazioni di manovra deve essere garantita la visibilità del conducente;
– in caso di retromarcia devono essere utilizzati, ove disponibili, segnalatori acustici, telecamere o movieri;
– in condizioni di scarsa illuminazione è obbligatorio utilizzare i dispositivi luminosi previsti.

## 7. Limiti di velocità

Limite generale nell’area aziendale: _______________ km/h

Limite nei piazzali: _______________ km/h

Limite nelle aree di carico e scarico: _______________ km/h

Limite nelle aree interne o coperte: _______________ km/h

Limite nelle aree con intensa presenza pedonale: _______________ km/h

Eventuali ulteriori limitazioni: _______________

## 8. Viabilità pedonale

I pedoni devono utilizzare esclusivamente i percorsi dedicati e attraversare le vie di transito dei mezzi solo nei punti autorizzati.

I percorsi pedonali devono essere:

– chiaramente individuati;
– mantenuti sgombri;
– adeguatamente illuminati;
– separati, ove possibile, dai percorsi dei veicoli;
– dotati di segnaletica;
– protetti nei punti di maggiore interferenza.

I lavoratori devono indossare i seguenti dispositivi di protezione individuale: _______________

Attraversamenti pedonali autorizzati: _______________

Barriere o protezioni installate: _______________

## 9. Accesso di veicoli e persone esterne

L’accesso di visitatori, fornitori e trasportatori è subordinato a:

– registrazione presso _______________;
– identificazione del conducente;
– verifica della documentazione necessaria;
– consegna delle istruzioni di sicurezza;
– indicazione del percorso da seguire;
– accompagnamento da parte di personale autorizzato, ove necessario;
– rispetto dei limiti di velocità e della segnaletica;
– parcheggio nelle aree assegnate.

Punto di accesso principale: _______________

Orari di accesso dei trasportatori: _______________

Referente per i visitatori: _______________

Modalità di registrazione: _______________

## 10. Carico e scarico

Le operazioni di carico e scarico devono essere effettuate esclusivamente nelle aree individuate e secondo le istruzioni del personale incaricato.

Prima dell’inizio delle operazioni devono essere verificati:

– stabilità del veicolo;
– inserimento del freno di stazionamento;
– eventuale posizionamento dei cunei;
– idoneità dell’area;
– assenza di persone non autorizzate;
– disponibilità di spazio sufficiente;
– corretta sistemazione del carico;
– eventuale utilizzo di rampe o sponde;
– condizioni meteorologiche e di illuminazione;
– coordinamento tra conducente e operatori.

Area di carico e scarico: _______________

Responsabile del coordinamento: _______________

Dispositivi di protezione obbligatori: _______________

Modalità di gestione delle chiavi del veicolo: _______________

## 11. Carrelli elevatori e mezzi di movimentazione

I carrelli elevatori e gli altri mezzi mobili possono essere utilizzati esclusivamente da personale formato, addestrato e autorizzato.

Prima dell’utilizzo l’operatore deve verificare:

– efficienza dei freni;
– funzionamento dello sterzo;
– stato degli pneumatici;
– funzionamento dei dispositivi luminosi e acustici;
– efficienza dei dispositivi di sicurezza;
– integrità delle forche e degli accessori;
– assenza di perdite;
– capacità di carico;
– condizioni del percorso;
– presenza di ostacoli o persone.

Mezzi autorizzati: _______________

Operatori autorizzati: _______________

Velocità massima dei carrelli: _______________ km/h

Aree di ricarica o rifornimento: _______________

Modalità di parcheggio: _______________

Periodicità dei controlli: _______________

Responsabile dei controlli: _______________

## 12. Trasporto e stoccaggio dei materiali

I materiali devono essere trasportati e depositati in modo da garantire:

– stabilità del carico;
– assenza di sporgenze pericolose;
– rispetto della portata dei mezzi;
– visibilità sufficiente al conducente;
– mantenimento libere le vie di transito;
– separazione tra materiali incompatibili;
– assenza di rischio di caduta o ribaltamento;
– rispetto delle altezze massime di stoccaggio.

Altezza massima di stoccaggio: _______________

Portata massima delle scaffalature: _______________

Portata massima dei solai o piazzali: _______________

Materiali soggetti a prescrizioni particolari: _______________

## 13. Segnaletica

La segnaletica aziendale deve indicare almeno:

– limiti di velocità;
– sensi di circolazione;
– divieti di accesso;
– percorsi pedonali;
– attraversamenti;
– aree di sosta;
– aree di carico e scarico;
– obblighi di utilizzo dei dispositivi di protezione;
– pericoli specifici;
– vie di fuga e uscite di emergenza;
– posizione dei presidi antincendio;
– punti di raccolta.

Responsabile della verifica della segnaletica: _______________

Periodicità delle verifiche: _______________

Modalità di segnalazione dei danneggiamenti: _______________

## 14. Illuminazione e visibilità

Le aree di transito devono essere adeguatamente illuminate, sia durante il normale esercizio sia in caso di emergenza.

Aree con illuminazione insufficiente: _______________

Interventi previsti: _______________

Illuminazione di emergenza presente: _______________

Periodicità dei controlli: _______________

## 15. Manutenzione delle vie di transito

Le vie di transito devono essere mantenute in condizioni idonee, prive di buche, avvallamenti, materiali depositati, liquidi scivolosi, ostacoli o altri elementi di pericolo.

Responsabile della manutenzione: _______________

Periodicità delle ispezioni: _______________

Modalità di segnalazione delle anomalie: _______________

Tempi massimi di intervento: _______________

Registro delle verifiche: _______________

## 16. Condizioni meteorologiche e situazioni particolari

In caso di pioggia, neve, ghiaccio, nebbia, vento forte o ridotta visibilità devono essere adottate misure specifiche, quali:

– riduzione della velocità;
– sospensione temporanea delle attività;
– delimitazione delle aree pericolose;
– rimozione dell’acqua o del ghiaccio;
– utilizzo di illuminazione supplementare;
– impiego di movieri;
– modifica dei percorsi;
– informazione agli operatori.

Responsabile dell’attivazione delle misure: _______________

Procedure applicabili: _______________

## 17. Gestione delle emergenze

In caso di incidente, investimento, collisione, perdita di carico o altra emergenza, l’operatore deve:

1. arrestare il mezzo in condizioni di sicurezza;
2. spegnere il motore, se possibile;
3. mettere in sicurezza l’area;
4. prestare assistenza senza esporsi a ulteriori rischi;
5. avvisare immediatamente _______________;
6. chiamare i soccorsi tramite il numero _______________;
7. non spostare gli eventuali mezzi coinvolti, salvo necessità;
8. collaborare alla ricostruzione dell’accaduto.

Numero interno di emergenza: _______________

Numero di primo soccorso: _______________

Numero dei Vigili del Fuoco: _______________

Punto di raccolta: _______________

Addetti al primo soccorso: _______________

Addetti antincendio: _______________

## 18. Formazione e informazione

Il personale esposto ai rischi della viabilità deve ricevere informazione, formazione e addestramento adeguati.

Devono essere trattati almeno i seguenti argomenti:

– regole di circolazione interna;
– significato della segnaletica;
– rischi di investimento e collisione;
– uso dei percorsi pedonali;
– conduzione sicura dei mezzi;
– carico, scarico e movimentazione;
– utilizzo dei dispositivi di protezione;
– comportamenti in caso di emergenza;
– segnalazione di anomalie e quasi incidenti.

Formazione iniziale prevista: _______________

Periodicità dell’aggiornamento: _______________

Addestramento pratico previsto per: _______________

Responsabile della formazione: _______________

## 19. Controlli e monitoraggio

L’applicazione del Piano è verificata mediante:

– sopralluoghi periodici;
– controlli sul rispetto dei limiti di velocità;
– verifiche delle autorizzazioni alla conduzione;
– controlli sui mezzi;
– verifica dello stato delle vie di transito;
– analisi di incidenti e quasi incidenti;
– consultazione dei lavoratori;
– audit interni;
– controllo della segnaletica;
– verifica delle azioni correttive.

Periodicità dei sopralluoghi: _______________

Responsabile dei controlli: _______________

Indicatori utilizzati: _______________

Ultima verifica effettuata il: _______________

Esito: _______________

## 20. Gestione di incidenti e quasi incidenti

Ogni incidente, quasi incidente, danneggiamento o situazione pericolosa deve essere segnalato a _______________ entro _______________.

La segnalazione deve riportare:

– data e ora;
– luogo dell’evento;
– persone e mezzi coinvolti;
– descrizione dell’accaduto;
– eventuali danni o lesioni;
– cause apparenti;
– fotografie o documentazione disponibile;
– misure immediate adottate;
– proposte di prevenzione.

Responsabile dell’analisi: _______________

Modalità di registrazione: _______________

## 21. Azioni correttive e miglioramento

A seguito dei controlli o degli eventi verificatisi possono essere adottate le seguenti misure:

– modifica dei percorsi;
– installazione di barriere o protezioni;
– miglioramento dell’illuminazione;
– integrazione della segnaletica;
– riduzione dei limiti di velocità;
– separazione dei flussi pedonali e veicolari;
– formazione aggiuntiva;
– manutenzione straordinaria;
– modifica delle procedure operative;
– introduzione di sistemi di controllo.

Responsabile dell’attuazione: _______________

Termine previsto: _______________

Stato di attuazione: _______________

## 22. Riesame del Piano

Il Piano deve essere riesaminato:

– almeno con periodicità _______________;
– in caso di modifiche strutturali o organizzative;
– in caso di introduzione di nuovi mezzi;
– dopo incidenti o quasi incidenti significativi;
– in caso di variazione dei flussi di traffico;
– a seguito di modifiche normative;
– quando emergano nuove condizioni di rischio.

Data prevista per il prossimo riesame: _______________

Responsabile del riesame: _______________

## 23. Allegati

– Planimetria della viabilità aziendale;
– schema dei percorsi pedonali e veicolari;
– planimetria delle aree di carico e scarico;
– planimetria delle aree di parcheggio;
– planimetria delle vie di fuga e dei punti di raccolta;
– elenco dei mezzi autorizzati;
– elenco degli operatori autorizzati;
– registro dei controlli;
– registro della formazione;
– procedura di gestione delle emergenze;
– schede di controllo dei mezzi;
– verbali di sopralluogo;
– segnaletica aziendale applicabile.

Altri allegati: _______________

Firma del Datore di lavoro: _______________

Firma del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: _______________

Firma del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: _______________

Firma del Medico competente, ove previsto: _______________

Data: _______________